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giovedì 10 settembre 2015

Matteo Renzi vivere tra la gente

                       
Matteo Renzi ha mai provato ha sentire personalmente le persone per strada, al bar, negli uffici postali, al mercato ?  Non ufficialmente ma travestito, reso irriconoscibile. Guardie del corpo invisibili.  In incognito. Facile parlare in pubblico e fare campagna elettorale anticipata. O ha i rendiconti solo tramite i dati Istat ? Ascoltando e  leggendo  le sue dichiarazione sembra di no. Meno disoccupazione ? Chi lo dice ? Forse tra i giovani. Ma gli over 50 sono tagliati fuori dal mercato. Manager con c.v. importanti non riescono a ricollocarsi. Anche gli head hunter lo confermano ai colloqui. Idem le aziende. Allora si “taglia “ il c.v. Non serve a nulla. Non solo per posti fissi neanche per le consulenze. Nulla vale la disponibilità a trasferirsi all’estero. Colloqui su colloqui con amministratori delegati, ecc. Magari ci si trasferisce un anno a Londra per vedere se ci sono opportunità. Almeno qui rispondono ai c.v e si fanno colloqui. Cosa che da noi non accade quasi mai. Poi si rientra dati i costi. E’ un investimento. Intanto il conto in banca si esaurisce. La pensione ? Non arriverà mai. Se poi ci si separa ….meglio evitare. Ma i figli da mantenere ci sono. Se si è single i costi per le spese personali sono più alti. Mangiare in tre costa meno che da soli. Meno sprechi. O si ritorna nei negozi di alimentari, più cari, ma almeno si acquista il necessario. .  Che dire poi delle tasse ?  E mantenere una casa ? Abolire Imu ecc su prima casa ? Ma se uno ha un’abitazione con usufrutto del genitore ? E le bollette ? Dopo questa età è umiliante dover chiedere aiuto ai genitori o al genitore pensionato per vivere. Se poi non ci sono cosa fare ? Non tutti possono avere il sussidio. Si vive in una condizione che porta alla depressione. Si va avanti a spedire c.v. Ma le forze mancano. Non si trova lavoro neanche per posizioni diverse: mancano le competenze. Per fare il cameriere sei troppo vecchio !! Si rende conto della situazione in cui viviamo ? Parole, parole, parole………… ma i fatti non corrispondono alla realtà. Pensioni da fame : è mai andato al mercato alla chiusura ? Vedere signore rispettabili che raccattano gli avanzi. Verze scartate.  Hanno però una loro dignità. Qualcuna piange. Spettacolo indecente. Umiliante . Per loro e per chi vi assiste. Poi pensiamo a voi politici. Solo i vostri interessi ? Sembra di sì. Non facciamo populismo ma questa è la vera realtà !  Curiosità : sua moglie ha indossato abiti della collezione Ermanno Scervino in occasione della visita, ufficiale in Giappone. Il giorno martedì 4 agosto 2015 10.00 il loro Ermanno Scervino Press Office inoltra il comunicato stampa con allegate foto. Oggetto: AGNESE LANDINI RENZI INDOSSA ERMANNO SCERVINO IN VISITA UFFICIALE IN GIAPPONE. Viene segnalato che  la First Lady, Signora Agnese Landini Renzi, ha scelto alcune creazioni della Maison Ermanno Scervino, in occasione della sua visita ufficiale in Giappone (2-4 Agosto 2015).” Precedentemente già annunciato.  Test del comunicato stampa :  La Signora Renzi ha indossato rispettivamente un total look stampato con motivo floreale per il suo arrivo in Giappone, un abito in crepe nella tonalità Rosa Scervino (nuance tipica della Maison) in occasione dell’udienza con l’imperatore giapponese Akihito, un total look nero in occasione dell’incontro con il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe e una tuta bianca in cady di seta abbinata ad una borsa in rafia per il suo rientro in Italia “. “Ringraziando per l’attenzione, restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti “Team Ufficio Stampa ERMANNO SCERVINO Press Office. Seguono recapiti. Trattandosi di moda la notizia può essere interessante. Peccato che alla mia richiesta se i capi erano stati “ dati in prestito, acquistati, o regalati “ nessuno ha risposto. !  Cosa pensare ? Dal momento che non è la prima volta sorge la domanda .  Attendiamo risposta. Non via twitter .  Anche dall'ufficio stampa Scervino.  Pubblico, integralmente,  le 3 foto inviatemi dal loro ufficio stampa. Photo credits: courtesy of Tiberio Barchielli. Siamo al tramonto, ma il sole forse non risorgerà. . Foto mgrazia toniut ©copyright

 

 

 

 

 

 

 



domenica 28 settembre 2014

MATTEO RENZI : LAVORO , TASSE , EVASIONE, SANITA’


Un minestrone
                                             
Matteo Renzi conosce bene la vita lavorativa all’interno di aziende, grandi, medie o piccole che siano ?
C’è la proprietà , i dirigenti, impiegati, operai. Ognuno ha un suo ruolo ben preciso. Ma ci sono anche meccanismi interni  che devono essere rispettati.  Senza sottovalutare i giochi di potere, i soprusi, il mobbing. E’ fondamentale la tutela di tutti : diritti e doveri. Spesso non vengono rispettati. Che dire poi dei freelance , delle Partite IVA , dei consulenti  ? Oggi sempre più precari. O senza lavoro ! Non solo i giovani ! Migliaia di professionisti e non che hanno superato i 50 anni ! Senza pensione e senza lavoro. Persone  “trasparenti “ nonostante la loro professionalità !  Renzi sa cosa vuol dire  per queste persone passare giornate alla ricerca di un nuovo lavoro ? Che spesso non corrisponde alle loro esperienze precedenti lavorative ? C.V inviati, mirati,  a cui non viene data risposta .  In genere perché considerati vecchi ! All’estero questo in genere non accade . Senso di frustrazione, conto in banca ormai agli sgoccioli o prosciugato da anni di inattività. Sempre più spesso il ricorso ai genitori , anche pensionati,  affinchè ci sia un piccolo sostegno economico.  Oppure il mantenimento totale nell’attesa di trovare qualsiasi occupazione.  Nessuna tutela. Ai dipendenti con i famosi ventimila euro il bonus di 80. Non gli cambia la vita. Vanno a mangiarsi una pizza  ! A chi non ha reddito servirebbero per   un minimo di spesa ( non come dice la Picierino 2 settimane di hamburgher ! e altro ) o una bolletta .Ma chi ha reddito zero : nulla ! Riforma del lavoro : per loro che cosa si fa ? Assolutamente nulla . Lasciati in balia di se stessi. Teniamo in considerazione che possono avere famiglia, essere single, separati. Per i single è ancora più difficile. La spesa per gli alimenti costa di più, le bollette sono totalmente a suo carico, ecc. Ma Renzi parla con queste persone , ne conosce personalmente ? O ride solo e batte il 5 ? TASSE : ormai insostenibili ! Per tutti. Conosco persone che per pagare gli ultimi balzelli hanno venduto catenine d’oro. Ricordi di famiglia. Una vergogna. Per avere in cambio cosa ? Quasi nessun servizio. Strade sporche, graffiti, illuminazione carente salvo nei luoghi della moda . EVASIONE FISCALE : lo sa che molti esercizi, ai clienti abituali, non emettono scontrino fiscale ? Professionisti compresi. Insegnanti : si lamentano ma poi danno lezioni private che costano in media 50 euro. Case al mare, montagna, viaggi, ecc. Tutti ereditieri ? SANITA’ : in Italia il nostro SSN funziona ma a volte bisogna decidere se mangiare o fare esami necessari alla salute. Si preferisce  cibarsi. I ticket sono cari. Esenzioni : da rivedere.  Basta parole, fatti concreti. CONSIGLIO : trucco e parrucco. Ci sono makeup artist bravissimi che possono renderla irriconoscibile. Vada tra la gente. Magari in posta a pagare una bolletta , la gente parla dei propri problemi. . E non la gradisce molto. Alla faccia dei sondaggi. Si ricordi che nessuno l’ha eletto.  Infine : il Corriere della Sera ha riportato una sua foto in Siria : anche lì rideva dando il 5 a un piccolino. C’è poco da ridere. L’Italia sta tramontando .
 Un sole che piano piano cala all’orizzonte Foto ©mariagrazia toniut





sabato 15 febbraio 2014

Italia : nuovo Governo ?

                                    
Siamo alla svolta ? Zampone (?),  lenticchie ( noi cittadini ), polenta ( chi sarà mai ?). Satira fotografica. ©
Inutile commentare vale per tutti.
. Una riflessione: per arrivare ad essere Presidente del Consiglio in breve tempo bisogna agire come Renzi ? Corsa o bravura ? Ripropongo un mio articolo , già pubblicato, in merito a un libro scritto da Marcello Martelli giornalista e scrittore:
Politica e Totò.

“A proposito di politica ci sarebbe qualcosa da mangiare?” (Totò) con prefazione di Liliana De Curtis.  In copertina l’unico, irripetibile, Totò . Un libro che potremmo definire un  trattato di politica reale, irreale, passata, presente, futura .Una finestra aperta che tale, forse, rimarrà . Vita vissuta. Omaggio a Totò. Nella prefazione la figlia di Totò, Liliana De Curtis, scrive che” questo libro sarebbe piaciuto a Totò”. Non dimentichiamo che il comico pur non occupandosi di politica la teneva in considerazione con l’arte dello sberleffo. Il titolo la dice lunga. Così come le sue famosissime battute tra cui “…e io pago !”. Attualissima più che mai. L’autore affronta diversi temi in modo documentato, serio, semiserio. Difficile  scriverne nel dettaglio in una recensione ma è un libro che induce alla riflessione. A pag.74 “Per favore non chiamatemi senatore”  i ricordi dedicati all’attore Edoardo De Filippo eletto senatore a vita nel 1981. Tra gli argomenti trattati : Sprecopoli,  Scuola, Informazione precaria; tanto per citare alcuni . Un libro che può essere letto senza continuità. Per caso pochi giorni dopo ho riletto un libro “Il diario di Nijinsky”  di Vaslav Nijinsky, a cura di Romola Nijinsky  (Adelphi ). Il diario del grande ballerino che rivoluzionò i balletti russi fu scritto quando , a seconda dei suoi medici, iniziava la sua follia. Rileggendolo dopo anni mi sono chiesta se era veramente folle o forse come diremmo oggi in uno stato di depressione bipolare. Non sono un medico ma appare evidente la sua lucidità su molti argomenti . Scriveva senza peli sulla lingua la sua storia di danzatore e coreografo, esprimeva opinioni su quanto riteneva ingiusto compresa la politica e il lavoro. Sono un uomo”..  “A me non piacciono i partiti, ma la democrazia è il migliore di tutti, perché ognuno ha uguali diritti. Veramente non mi piacciono affatto i diritti, dato che nessuno in realtà ha dei diritti. Io non voglio le leggi degli uomini –sono inventate.”…. ”La gente dimentica che il denaro non è più importante del lavoro. Oggi –giorno tutti possono constatare che il lavoro costa di più del denaro perché non ci sono abbastanza lavoratori. Io sono un lavoratore. Tutti dovrebbero lavorare, ma non tutti i lavori sono uguali. Si sente la necessità di un lavoro ben fatto. Io lavoro anche scrivendo questi libri.”….. “Mi hanno detto che sono pazzo. Io pensavo di essere vivo.” Forse tanto folle non era. Marcello Martelli, giornalista professionista, ha esordito giovanissimo nella professione con “Il Giornale d’Italia” diretto da Santi Savarino. Caposervizio del quotidiano “Il Tempo” di Roma con Renato Angiolillo, Gianni Letta, Gaspare Barbiellini Amidei. Ha fondato e diretto il quotidiano “Le Notizie”, nelle edicole con “La Stampa” di Torino, direttore Ezio Mauro. Collaboratore di riviste nazionali (tra cui “Oggi” e “Gente”). Consulente e direttore di emittenti televisive. Autore di vari libri.




Italia :Enrico Letta e lo Zen


 L’ex Presidente del Consiglio ha detto “ mi sento Zen “…….”potrei andare a insegnare pratiche zen in qualsiasi monastero orientale … “Domande: sa chi era Dogen Zenji  ? Dove e come trasmise il Dharma ? Cosa fondò in Giappone ? Che Dottrina dello Zen diffuse ? Zazen : di cosa si tratta ? Shushōgi: Esercizio nel Risveglio ? I sette principi dello Zen Sōtō ? Ryōso-ki ?  Samu : che pratica è ? Potrei continuare. Gradite le Sue risposte dal momento che dichiara che potrebbe insegnare le pratiche zen in qualsiasi monastero orientale. E’ un Maestro ? Ha ricevuto la Trasmmissione del Dharma ? Da chi ?

 Scrive il Maestro  Dogen: Il potere della fede, è gabbarsi da sé e non avere vie di fuga. E’ sentirsi chiamare e girare la testa.” «Studiare il Buddhismo è studiare se stessi. Studiare se stessi è dimenticare se stessi».




martedì 11 febbraio 2014

Italia : le rivelazioni di Alan Friedman


Ben vengano le “rivelazioni “ del giornalista Alan Friedman, anticipate dal Corriere della Sera. Giusto averle pubblicate. Attendiamo di leggere  il suo libro “ AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO “ ( Rizzoli ).La ricostruzione “documentata “, come deve fare un bravo giornalista, apre forse  uno spiraglio sulla situazione politica del Paese. Se il Presidente Napolitano ha avuto un colloquio privato con Monti, questo doveva restare “privato “. Nulla lo autorizzava a parlarne con  De Benedetti , Prodi, e compagnia . Vedremo come andrà a finire. Certo è che se è tutto dimostrato l’Italia è al tramonto. Esigiamo chiarezza ! In data 11 aprile 2013 scrissi che I saggi con i politici meditano guardando le nubi all’orizzonte. Attendono l’illuminazione ? Satira fotografica ©Foto Mariagrazia Toniut. Ora sono i poveri cittadini che “ guardano all’orizzonte” per sapere la verità ! Foto©Mariagrazia Toniut. Seguite il  

 




mercoledì 11 dicembre 2013

Milano : saldo Tares


Chiamiamola pure “spazzatura “ . Le strade sono sporche , foto in centro storico Milano, sacchi non raccolti alle ore 9 che invadono un piccolissimo marciapiede. E come diceva Totò “ noi paghiamo “! Siamo arrivati al saldo entro il 16 dicembre 2013. Peccato che molti cittadini non abbiano ricevuto l’avviso di pagamento. Si telefona al numero 020202 e, dopo circa 15 minuti in media di attesa per parlare con operatore, ci si sente rispondere di mandare richiesta per duplicato a un indirizzo email  che compare anche sul sito. tares.duplicati@comune.milano.it . Cito testualmente: “ a cui inviare la richiesta di duplicato.All’interno del testo della mail occorre indicate i seguenti dati relativi all'intestatario della posizione tributaria: COGNOME E  NOME, CODICE  FISCALE.In mancanza dei quali è impossibile evadere la richiesta.. Il servizio provvederà tempestivamente ad inviare copia in formato PDF dell'invito via email.” Inviare la richiesta è problematico: le email non vengono accettate neanche con la Pec. Finalmente al 6 tentativo la posta parte. Passano 3 giorni, nessuna risposta. Si provvede a rifare l’email e si resta in attesa ! Si telefona ancora al 020202 per sapere se è possibile fissare appuntamento in Via Larga per ritirare il duplicato. Dopo 15 minuti di attesa viene risposto che per i duplicati non è possibile bisogna attendere l’invio ! Ora se un cittadino vuole rispettare le leggi ha solo problemi. Non è possibile perdere tempo anche per sollecitare gli avvisi di pagamento ! Il Corriere della sera dell’11 dicembre pag  6 Cronaca Milano scrive che non verranno richieste sanzioni su pagamenti effettuati in ritardo. Si richiama il 020202 per sapere se è vero e nel caso quando scadono i termini. Nessuno sa niente ! Il disagio per i cittadini è notevole: c’è chi magari si deve assentare per lavoro, che ha programmato le ferie da metà dicembre perché costano meno, chi deve sottoporsi ad interventi per la salute, ecc. Dobbiamo sempre dipendere da “ chi fa il bello e cattivo tempo “ ?.  Tares tributo sui rifiuti e servizi : pessimi. Ora si paga anche “ l’esercizio delle funzioni amministrative collegate alla tutela, protezione ed igiene ambientale”.Basta guardare le strade…………! “ La rata a saldo è stata calcolata applicando le tariffe TARES, approvate dal Consiglio Comunale con propria deliberazione n. 29 del 18 luglio 2013,  alle superfici dichiarate o accertate ai fini della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.”In aggiunta all’importo complessivo del tributo, il contribuente sarà tenuto al versamento, in unica soluzione, della maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato dovuta interamente a favore dello Stato”.Si paga anche al metro quadrato! Se in 50 mq. vive una persona o in quattro la “spazzatura “è uguale. Senza contare i costi dei sacchetti che i cittadini devono comprare, circa 10 centesimi l’uno, più quelli a carico del condominio. Consideriamo poi la persona addetta alla rotazione dei sacchi condominiali e pulizia bidoni. Forse i signori che vanno da Cova ,  Via Montenapoleone, in auto blu a fare colazione, bere un caffè, dovrebbero riflettere e dedicarsi di più agli onesti cittadini che pagano e hanno sempre pagato le tasse ! Domanda : i rifiuti riciclati vengono utilizzati da aziende che producono e vendono i loro prodotti, quanto li pagano ?

 

mercoledì 23 ottobre 2013

Fabio Fazio Maradona. Gli ombrelli si aprono e si chiudono !


Maradona fa il “ gesto dell’ombrello “ , Fabio Fazio ride , il pubblico applaude ! Qualcuno in studio chiede di applaudire come spesso capita nelle trasmissioni televisive ? Se così fosse sarebbe necessario un ulteriore controllo del “ servizio pubblico “ ! Ricordiamo che tale gesto ha un significato che esprime disprezzo e vuole anche sfottere. In questo caso Equitalia.  Maradona non è nuovo a un gesto simile,( nelle partite) quindi Fazio forse doveva aspettarselo. Un episodio di pessima televisione che porta inoltre “pubblicità “ ai due protagonisti. Anche se negativa. Totò direbbe “ e noi paghiamo “. In Italia gli ombrelli si aprono e si chiudono .Speriamo non questa volta…..Se deve pagare paghi, altrimenti dimostri il contrario. Foto copyright di Mariagrazia Toniut

sabato 28 settembre 2013

Barilla: nessuno spot con omosessuali , poi chiede scusa

                                    

Dopo aver dichiarato nell’intervista radiofonica su Radio24 “La Zanzara” che non farà mai uno spot con una famiglia omosessuale , il Presidente dell’azienda Guido Barilla chiede scusa per le sue esternazioni. Non solo , aveva anche dichiarato che possono mangiare pasta di altre marche. A lui piace la famiglia tradizionale : la donna con ruolo ben preciso. Oltre ai gay esclude quindi anche milioni di single? Domanda lecita visto che nelle scuse successive ribadisce il ruolo della famiglia e sua evoluzione. Su una scatola dei “Piccolini” , in fondo, c’è la scritta : “

A mangiare bene si comincia
da Piccolini. Per grandi e piccini sopra i 3  anni“.

Ieri nel corso della Vita in diretta – Rai 1, veniva , con ospiti, dibattuta la questione inerente la vicenda Barilla. Dopo spot pubblicitario con Banderas : lo spot chiude con “Mulino bianco un mondo migliore”! Appaiono chiare le contraddizioni. Non ci sono commenti da fare . In Italia ci sono produttori di pasta eccellenti, che non hanno discriminato nessuno. Che dire ? Acquistatele sono ottime. Scuse non accettate. La depressione è una cosa seria. E non esistono solo le famiglie tradizionali ! Foto (c)mgrazia toniut






lunedì 20 maggio 2013

Italia : il pane venduto a “pezzo “

In Italia il pane è sempre più caro.
Ora molte panetterie lo vendono “ a pezzo “ senza  pesarlo. Un esempio ? il francesino che varia dai 30 ai 50 centesimi a seconda della panetteria. Un giorno ,ad una mia obiezione,  sul costo di 50 centesimi, mi è stato risposto che “pesano tutti allo stesso modo “ Naturalmente ho richiesto di pesarlo: risultato 25 centesimi. Spesso il prezzo al Kg è esposto in modo non visibile. Ormai il  pane è quasi diventato un lusso, costo al Kg che varia  a seconda delle città e regioni. A Milano un francesino ,da mia verifica in alcune zone, esclusi i supermercati, varia da € 3.80 a € 5.60.Anche la classica “michetta” non scherza. Per non parlare della qualità: alla sera risultano mollicci e gommosi. Analogo discorso per la focaccia classica da forno. Se venduta a trancio : cm.10 x 10, può  costare € 2, 4.50. Al taglio arriva fino a € 12 al Kg. Mi riferisco a panetterie normali.  
Banane.

Frutto ricco di potassio. Se di Categoria 1 il prezzo al Kg varia da € 1.89 a €.3. Anche qui , a volte capita che venga venduta a pezzo . Ho pagato una banana piccola da  50 a 80  centesimi. Consiglio :cambiate negozio. Spesso però  non si hanno supermercati vicino a casa o, per chi è single, è quasi impossibile acquistare confezioni grandi. Un appello ai produttori: prevedete confezioni per queste categorie di persone che vanno dai giovani fuori casa per motivo di studio, ai lavoratori ai pensionati. Altrimenti gli sprechi di cibo continueranno .Foto ©mariagrazia toniut
 


 






giovedì 2 maggio 2013

Epilessia: alla Vita in Diretta informazione non corretta

                                                                                

RAI1 servizio pubblico ! Ho avuto modo di seguire la trasmissione "La vita in diretta" sia nella puntata del 18 aprile 2013 che in quella del   23 aprile 2013 quando si è trattato il tema inerente l’epilessia. Sono rimasta sconcertata da quanto detto.  Il 18/04/2013 la Dr.ssa Roberta Sacchi , parlando come esperta criminologa, ha dichiarato riferendosi all’omicidio di Sara Scazzi, che il Sig. Michele Misseri “…“non sappiano se soffre di epilessia o se non ha sofferto e non soffre di crisi epilettiche” …. e che “potrebbe essere che ha ucciso in preda ad una crisi epilettica e non lo sa”. Argomento ripreso il 23 aprile. Non è possibile che la RAI permetta un’informazione di questo genere. Giustamente immediata è stata la replica della LICE , Lega Italiana contro l’Epilessia e della FIE.  22 aprile 2013: il Comunicato Stampa FIE :Nuovo attacco alla comunità delle persone con epilessia. “Gravissime dichiarazioni della Dr.ssa Roberta Sacchi a “La Vita in Diretta” sull’omicidio di Sara Scazzi. La FIE-Federazione Italiana Epilessie denuncia un caso di gravissima disinformazione che ancora una volta dimostra come parole usate senza il rispetto di alcuna regola di corretta comunicazione, siano capaci di suscitare irragionevoli paure e perpetuare il pregiudizio e la discriminazione nei confronti delle persone con epilessia.Ma epilessia non è sinonimo di incapacità mentale e violenza ! Queste gravissime affermazioni sono prive di fondamento e, tuttavia, nel giro di pochi secondi, hanno indotto qualche milione di spettatori a pensare che le persone con epilessia possano rendersi autori di atti violenti, a loro insaputa!! Il messaggio corretto da diffondere a riguardo dell’epilessia è quello di proteggere una persona che abbia una crisi epilettica e non quello di proteggersi da essa.  La responsabilità di chi porta l’informazione nei luoghi più disparati e verso innumerevoli persone, impone di valutare le conseguenze di ciò che viene detto; parlare solo di ciò che si conosce e non usare parole che possono indurre a pericolose suggestioni, è un segno di rispetto verso chi ascolta. Se questa regola fosse stata rispettata, le persone già duramente colpite da questa malattia non si troverebbero oggi a subire, impotenti, le conseguenze di dichiarazioni irresponsabili e superficiali.  Questo episodio deve essere occasione di profonda riflessione, sia per le categorie professionali che autorizzano loro appartenenti a comparire in qualità di esperti in trasmissioni televisive, sia per i vertici delle emittenti televisive e per tutti coloro che fanno comunicazione, perché vengano stabilite le regole di un linguaggio corretto che sia idoneo a fare informazione piuttosto che a vanificare l’impegno di chi, come la nostra associazione, lotta quotidianamente per promuovere la cultura del rispetto della persona e dell’inclusione, quale che sia la sua condizion “.Il Presidente Rosa Anna Cervellione. Replica perfetta! Il 2 maggio , ore 16 circa, il Presidente FIE  Rosa Cervellione è stata ospite in studio per parlare di epilessia. Pochissimo il tempo dedicato, con Mara Venier che porgeva domande spesso senza  lasciar terminare le risposte, esprimendo suoi pareri personali. Rosa Cervellioni ha giustamente ribadito che intorno all’epilessia si sono radicati , nei secoli, vari pregiudizi anche di carattere religioso, mistico. E’ una malattia neurologica molto diffusa nel mondo, ma non è psichiatrica. Le crisi possono manifestarsi in vari modi : dalle  assenze fino alle crisi generalizzate e quelle che producono manifestazioni esteriori. Nel 70% dei casi possono essere tenute sotto controllo grazie ai farmaci. Le cure ci sono.  Sono molte le persone che ne soffrono ( politici, giornalisti, ecc) e non esternano  la loro situazione per paura di essere discriminati. Cosa che purtroppo accade. Dovrebbero invece  comunicarlo e dimostrare così il loro valore. Un discorso pacato , corretto, rassicurante. Peccato che Mara Venier non abbia capito il valore di questo intervento. Anche se comprendiamo i tempi televisivi. Per il servizio pubblico un’occasione perduta dopo quanto accaduto in precedenza. Il sito della RAI afferma “….Tutti i pomeriggi  con Mara Venier e i suoi inviati. Attualità cronaca e grandi eventi in tempo reale…L'Italia e il mondo raccontati attraverso le nostre dirette e i nostri servizi di approfondimento. ..”Forse dovrebbero metterlo in pratica soprattutto quando si tratta la salute o i casi giudiziari. Le affermazioni fatte hanno creato non pochi problemi ha chi soffre di epilessia. Comunicato stampa Società Italiana di Criminologia La Società Italiana di Criminologia, che storicamente rappresenta la ricerca criminologica nel nostro Paese, evita per scelta di entrare nel merito di dichiarazioni rese su uno specifico caso giudiziario, tanto più nel corso di una trasmissione televisiva.Sentiamo però il dovere di un chiarimento sull’assoluta destituzione di fondamento del rapporto fra epilessia e crimine. La più qualificata letteratura scientifica nazionale (Fornari, 2009) ed internazionale (Fazel, 2011), review e metanalisi (Fazel, 2009) escludono un ruolo significativo dell’epilessia nella commissione di comportamenti violenti.Ancor più. Non vi sono dati scientifici che confermino l’ipotesi che l’epilessia costituisca fattore di rischio di comportamenti violenti. Massima attenzione è dunque dovuta per evitare , su questa malattia , di replicare seppur involontari pregiudizi, di lombrosiana memoria .Pregiudizi che sull’epilessia, come ricorda il più grande Psichiatra forense italiano (Fornari, 2008), sono tanto “erronei quanto tenaci, e sempre facilmente strumentalizzabili”. Prof. Roberto Catanesi (Presidente della SIC) ;Prof.ssa Isabella Merzagora Prof. Carlo Alberto Romano (Delegati ai rapporti coi Media - SIC). “La LICE vuole infine assicurare alle centinaia di migliaia di persone che già affrontano un difficile percorso di vita a causa di tale patologia che continuerà a vigilare per una corretta e costante opera di informazione sulla malattia a difesa dei loro diritti”. Presidente LICE, dr Roberto Michelucci COMUNICATO STAMPA SINP (Società Italiana Neurologia Pediatrica).“Il Consiglio Direttivo della Società Italiana di Neurologia Pediatrica (SINP), Società scientifica affiliata alla Società Italiana di Pediatria (SIP), e la Commissione Epilessie della stessa SINP esprimono profondo sdegno per quanto affermato dalla dott.ssa Roberta Sacchi il 18 aprile scorso nel corso della trasmissione "La vita in diretta" su RAI1 a proposito dell'omicidio di Sara Scazzi”. Vi ricordo che domenica 5 maggio è la Giornata Nazionale per l’Epilessia. Oggi in trasmissione un breve accenno. Mi auguro che domenica se ne dia risalto ! Vi prego di collegarvi al sito della FIE Federazione Italiana Epilessia per leggere tutte le informazioni corrette con  sviluppi e aggiornamenti. Foto per gentile concessione FIE © http://www.fiepilessie.it/
 www.epilessialombardia.org

martedì 23 aprile 2013

Quirinale il giuramento di Giorgio Napolitano per il secondo mandato

                                            

Lunedì 22 Aprile2013  Giorgio Napolitano,  primo presidente  rieletto nella storia  della nostra Repubblica, ha tenuto il suo giuramento e  il discorso di insediamento alle Camere riunite in seduta congiunta a Montecitorio e con i delegati delle Regioni.  Il Presidente è arrivato alla Camera con i due  presidenti Pietro Grasso e  Laura Boldrini . Inizia il nuovo  settennato al Quirinale .Cerimonia discreta, adatta alla nostra situazione attuale. Ho seguito in televisione la diretta apprezzando molto quanto veniva letto registrando il discorso.  All’ ingresso in Aula  del Presidente applausi e tutti in piedi. I “grillini”: si astengono. Forse un po’ di rispetto ci voleva.   Presenti anche  i ministri del governo Monti .Giorgio Napolitano era  commosso  ma, nello stesso tempo, fermo e  duro. Non le manda a dire a tutti i partiti: mi colpisce quando afferma che questo  “sottopone a seria prova le mie forze”.. “e resterò in carica finché sarà necessario e avrò forze”. Ringrazia l'Aula per gli applausi, ma ammonisce "che non abbia le caratteristiche dell'autoindulgenza"…"Se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese". Ha parlato per circa 40 minuti. Parole dirompenti che devono fare riflettere. Dal discorso del messaggio di Giorgio Napolitano. Per il giuramento di fedeltà: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e rispettarne la Costituzione"… "Non prevedevo una rielezione" ma afferma essere "preoccupato per le sorti del Paese". Insediamento .“Signora Presidente, onorevoli deputati, onorevoli senatori, signori delegati delle Regioni, lasciatemi innanzitutto esprimere , insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate , la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E' un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze : e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia. …Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica .Avevo già nello scorso dicembre pubblicamente dichiarato di condividere l'autorevole convinzione che la non rielezione, al termine del settennato, è "l'alternativa che meglio si conforma al nostro modello costituzionale di Presidente della Repubblica". Avevo egualmente messo l'accento sull'esigenza di dare un segno di normalità e continuità istituzionale con una naturale successione nell'incarico di Capo dello Stato .A queste ragioni e a quelle più strettamente personali, legate all'ovvio dato dell'età, se ne sono infine sovrapposte altre, rappresentatemi , dopo l'esito nullo di cinque votazioni in quest'aula di Montecitorio, in un clima sempre più teso , dagli esponenti di un ampio arco di forze parlamentari e dalla quasi totalità dei Presidenti delle Regioni …... E' emerso da tali incontri, nella mattinata di sabato, un drammatico allarme per il rischio ormai incombente di un avvitarsi del Parlamento in seduta comune nell'inconcludenza, nella impotenza ad adempiere al supremo compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato. Di qui l'appello che ho ritenuto di non poter declinare , per quanto potesse costarmi l'accoglierlo , mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del Paese.La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente, non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato , come si è significativamente notato , "schiusa una finestra per tempi eccezionali". Ci siamo dunque ritrovati insieme in una scelta pienamente legittima, ma eccezionale. Perché senza precedenti è apparso il rischio che ho appena richiamato : senza precedenti e tanto più grave nella condizione di acuta difficoltà e perfino di emergenza che l'Italia sta vivendo in un contesto europeo e internazionale assai critico e per noi sempre più stringente………… E' a questa prova che non mi sono sottratto. Ma sapendo che quanto è accaduto qui nei giorni scorsi ha rappresentato il punto di arrivo di una lunga serie di omissioni e di guasti, di chiusure e di irresponsabilità. Ne propongo una rapida sintesi, una sommaria rassegna. Negli ultimi anni, a esigenze fondate e domande pressanti di riforma delle istituzioni e di rinnovamento della politica e dei partiti - che si sono intrecciate con un'acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione, con un crescente malessere sociale - non si sono date soluzioni soddisfacenti : hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi. Ecco che cosa ha condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche e i dibattiti in Parlamento. Quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato dunque facilmente ignorato o svalutato : e l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono. Attenzione : quest'ultimo richiamo che ho sentito di dover esprimere non induca ad alcuna autoindulgenza, non dico solo i corresponsabili del diffondersi della corruzione nelle diverse sfere della politica e dell'amministrazione, ma nemmeno i responsabili di tanti nulla di fatto nel campo delle riforme. Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale del 2005. Ancora pochi giorni fa, il Presidente Gallo ha dovuto ricordare come sia rimasta ignorata la raccomandazione della Corte Costituzionale a rivedere in particolare la norma relativa all'attribuzione di un premio di maggioranza senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi.La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell'abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare una simile sovra-rappresentanza in Parlamento. Ed è un fatto, non certo imprevedibile, che quella legge ha provocato un risultato elettorale di difficile governabilità, e suscitato nuovamente frustrazione tra i cittadini per non aver potuto scegliere gli eletti. Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario. Molto si potrebbe aggiungere, ma mi fermo qui, perché su quei temi specifici ho speso tutti i possibili sforzi di persuasione, vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco : se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese. Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana.Parlando a Rimini a una grande assemblea di giovani nell'agosto 2011, volli rendere esplicito il filo ispiratore delle celebrazioni del 150° della nascita del nostro Stato unitario : l'impegno a trasmettere piena coscienza di "quel che l'Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato", e delle "grandi riserve di risorse umane e morali, d'intelligenza e di lavoro di cui disponiamo". E aggiunsi di aver voluto così suscitare orgoglio e fiducia "perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l'Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo bagaglio di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile." Ecco, posso ripetere quelle parole di un anno e mezzo fa, sia per sollecitare tutti a parlare il linguaggio della verità - fuori di ogni banale distinzione e disputa tra pessimisti e ottimisti - sia per introdurre il discorso su un insieme di obbiettivi in materia di riforme istituzionali e di proposte per l'avvio di un nuovo sviluppo economico, più equo e sostenibile. E' un discorso che ,anche per ovvie ragioni di misura di questo mio messaggio , posso solo rinviare ai documenti dei due gruppi di lavoro da me istituiti il 30 marzo scorso. Documenti di cui non si può negare , se non per gusto di polemica intellettuale , la serietà e concretezza. Anche perché essi hanno alle spalle elaborazioni sistematiche non solo delle istituzioni in cui operano i componenti dei due gruppi, ma anche di altre istituzioni e associazioni qualificate. Se poi si ritiene che molte delle indicazioni contenute in quei testi fossero già acquisite, vuol dire che è tempo di passare, in sede politica, ai fatti; se si nota che, specie in materia istituzionale, sono state lasciate aperte diverse opzioni su vari temi, vuol dire che è tempo di fare delle scelte conclusive. E si può, naturalmente, andare anche oltre, se si vuole, con il contributo di tutti.Vorrei solo formulare, a commento, due osservazioni. La prima riguarda la necessità che al perseguimento di obbiettivi essenziali di riforma dei canali di partecipazione democratica e dei partiti politici, e di riforma delle istituzioni rappresentative, dei rapporti tra Parlamento e governo, tra Stato e Regioni, si associ una forte attenzione per il rafforzamento e rinnovamento degli organi e dei poteri dello Stato. A questi sono stato molto vicino negli ultimi sette anni, e non occorre perciò che rinnovi oggi un formale omaggio, si tratti di forze armate o di forze dell'ordine, della magistratura o di quella Corte che è suprema garanzia di costituzionalità delle leggi. Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti. Né si trascuri di reagire a disinformazioni e polemiche che colpiscono lo strumento militare, giustamente avviato a una seria riforma, ma sempre posto, nello spirito della Costituzione, a presidio della partecipazione italiana , anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi , alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunità internazionale. La seconda osservazione riguarda il valore delle proposte ampiamente sviluppate nel documento da me già citato, per "affrontare la recessione e cogliere le opportunità" che ci si presentano, per "influire sulle prossime opzioni dell'Unione Europea", "per creare e sostenere il lavoro", "per potenziare l'istruzione e il capitale umano, per favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese".Nel sottolineare questi ultimi punti, osservo che su di essi mi sono fortemente impegnato in ogni sede istituzionale e occasione di confronto, e continuerò a farlo. Essi sono nodi essenziali al fine di qualificare il nostro rinnovato e irrinunciabile impegno a far progredire l'Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilità finanziaria e stabilità monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarietà, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici. E sono anche i nodi , innanzitutto, di fronte a un angoscioso crescere della disoccupazione, quelli della creazione di lavoro e della qualità delle occasioni di lavoro ,attorno a cui ruota la grande questione sociale che ormai si impone all'ordine del giorno in Italia e in Europa. E' la questione della prospettiva di futuro per un'intera generazione, è la questione di un'effettiva e piena valorizzazione delle risorse e delle energie femminili. Non possiamo restare indifferenti dinanzi a costruttori di impresa e lavoratori che giungono a gesti disperati, a giovani che si perdono, a donne che vivono come inaccettabile la loro emarginazione o subalternità. Volere il cambiamento, ciascuno interpretando a suo modo i consensi espressi dagli elettori, dice poco e non porta lontano se non ci si misura su problemi come quelli che ho citato e che sono stati di recente puntualizzati in modo obbiettivo, in modo non partigiano. Misurarsi su quei problemi perché diventino programma di azione del governo che deve nascere e oggetti di deliberazione del Parlamento che sta avviando la sua attività. E perché diventino fulcro di nuovi comportamenti collettivi, da parte di forze , in primo luogo nel mondo del lavoro e dell'impresa , che "appaiono bloccate, impaurite, arroccate in difesa e a disagio di fronte all'innovazione che è invece il motore dello sviluppo". Occorre un'apertura nuova, un nuovo slancio nella società ; occorre un colpo di reni, nel Mezzogiorno stesso, per sollevare il Mezzogiorno da una spirale di arretramento e impoverimento. Il Parlamento ha di recente deliberato addirittura all'unanimità il suo contributo su provvedimenti urgenti che al governo Monti ancora in carica toccava adottare, e che esso ha adottato, nel solco di uno sforzo di politica economico-finanziaria ed europea che meriterà certamente un giudizio più equanime, quanto più si allontanerà il clima dello scontro elettorale e si trarrà il bilancio del ruolo acquisito nel corso del 2012 in seno all'Unione europea. Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta : quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento. Non può, d'altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti. La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico". Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora , nella fase cruciale che l'Italia e l'Europa attraversano , il loro apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del Paese. Senza temere di convergere su delle soluzioni, dal momento che di recente nelle due Camere non si è temuto di votare all'unanimità. Sentendo voi tutti , onorevoli deputati e senatori , di far parte dell'istituzione parlamentare non come esponenti di una fazione ma come depositari della volontà popolare. C'è da lavorare concretamente, con pazienza e spirito costruttivo, spendendo e acquisendo competenze, innanzitutto nelle Commissioni di Camera e Senato. Permettete che ve lo dica uno che entrò qui da deputato all'età di 28 anni e portò giorno per giorno la sua pietra allo sviluppo della vita politica democratica. Lavorare in Parlamento sui problemi scottanti del paese non è possibile se non nel confronto con un governo come interlocutore essenziale sia della maggioranza sia dell'opposizione. A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio , dopo che ci si è dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato , si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo. Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera. Al Presidente non tocca dare mandati, per la formazione del governo, che siano vincolati a qualsiasi prescrizione se non quella voluta dall'art. 94 della Costituzione : un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Ad esso spetta darsi un programma, secondo le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune. E la condizione è dunque una sola : fare i conti con la realtà delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali , di cui non si può non prendere atto, piacciano oppur no , non c'è partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze. Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto , se si preferisce questa espressione , si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie, e cioè anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale. D'altronde, non c'è oggi in Europa nessun paese di consolidata tradizione democratica governato da un solo partito , nemmeno più il Regno Unito , operando dovunque governi formati o almeno sostenuti da più partiti, tra loro affini o abitualmente distanti e perfino aspramente concorrenti. Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche. O forse tutto questo è più concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione , fino allo smarrimento dell'idea stessa di convivenza civile , come non mai faziosa e aggressiva, di totale incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti. Lo dicevo già sette anni fa in quest'aula, nella medesima occasione di oggi, auspicando che fosse finalmente vicino "il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza"  che significa anche il tempo della maturità per la ricerca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessità. Altrimenti, si dovrebbe prendere atto dell'ingovernabilità, almeno nella legislatura appena iniziata Ma non è per prendere atto di questo che ho accolto l'invito a prestare di nuovo giuramento come Presidente della Repubblica. L'ho accolto anche perché l'Italia si desse nei prossimi giorni il governo di cui ha bisogno. E farò a tal fine ciò che mi compete : non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt'al più, per usare un'espressione di scuola, "da fattore di coagulazione". Ma tutte le forze politiche si prendano con realismo le loro responsabilità : era questa la posta implicita dell'appello rivoltomi due giorni or sono. Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione "salvifica" delle mie funzioni . Eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno. Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita già molto avanzata . Inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà il mio incitamento e il mio augurio. Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia! “ In Aula applausi. Guardano la diretta mi ha colpito Pier Luigi Bersani, segretario dimissionario del PD: ha seguito , credo con imbarazzo, faccia appoggiata alla mano. Pier Ferdinando Casini, dell'Udc, armeggia con il cellulare .Ora speriamo che si faccia il governo con senso di responsabilità. Il nostro Paese è in crisi, gente senza lavoro, esseri umani che si sono suicidati. Staremo a vedere. ©Riproduzione riservata Foto: fotogrammi da RaiParlamento-TG1 diretta del 22 Aprile 2013 © Il convoglio ufficiale del Presidente.  Il Parlamento riunito in seduta comune durante il discorso  del Presidente Napolitano.  . Napolitano con i presidenti della Camera e del Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.  Presidente Napolitano,Boldrini,Grasso, Monti, Cancellieri.